WALTER CREMONINI

Biografia

Walter Cremonini è nato a Milano nel 1924 da padre modenese e madre milanese. Cominciò a disegnare in tenerissima età: copiava dal vero animali, contadini, paesaggi con passione.
Frequentò l’ Accademia di Belle Arti di Brera, corso di scultura.  Giovanissimo vinse un concorso fra ragazzi con un bassorilievo, nel quale già si riconoscono le caratteristiche di mestiere e di eleganza, che contraddistinguono le sue opere.
In seguito , ancora studente, vinse il “Concorso nazionale di Scultura” per giovani dai diciotto ai ventotto anni.
Un successo che poteva aprirgli molte porte: purtroppo la guerra distrusse ogni sogno.
Si rifiutò di combattere al fianco dei tedeschi, ma, evitata per miracolo la deportazione, dopo una fuga rocambolesca da un treno in corsa, fu condannato a morte. Salvò la vita vivendo per quasi un anno segregato in un ambiente angusto, che divenne per lui una prigione. Fino al 25 aprile 1945.
Aveva visto morire tanti amici, aveva rischiato lui stesso, senza capire il vero perchè, solo per l’ ambizione e la sopraffazione di pochi. L’ incubo di questa persecuzione subita, l’ odio per la prepotenza del potere, il desiderio di libertà saranno sempre presenti nella sua opera.

Dopo la guerra cominciò subito a muoversi nel campo editoriale e concluse un importante contratto con importanti case editrici come la “Fratelli Fabbri” e altre.

Riprese intanto a frequentare il mondo artistico milanese. Nel suo bellissimo studio di Piazzale Istria. al quarto piano , dove le grandi finestre spaziano sugli alberi  della piazza, dando un respiro di verde e un illusorio contatto con la natura, egli lavorò alacremente, dedicandosi alla pittura e all’ acquaforte.

Frequentava il Naviglio, studi di amici pittori, cantautori milanesi, allegre compagnie. Ma lavorava solo, chiuso nel suo mondo, con i suoi straordinari personaggi: gli strapotenti- Re , Generali, subdoli Arlecchini, spauracchi, monumenti a inutili mostruosi esseri gonfiati di nulla.

Raffinato incisore, fonda con alcuni amici “Il Centro dell’ Incisione Alzaia Naviglio Grande”. L’ arte calcografica ben si adatta alla magia del suo segno, pulito ed elegante, impossibile da imitare.

In questi anni espone nelle più importanti Gallerie di Milano, è invitato alla Permanente, al Festival Stiriaco, Craz, Vienna , Berlino,  Ginevra, all’ Internazionale di Grafica di Ljubiana, vince numerosi Premi.

Alla metà degli anni ’80 visse una breve parentesi a Roma, presso l’ amico scultore Fontanella, e finalmente potè dedicarsi alla scultura, frequentando la fonderia Anselmi. Tornò a casa con una cassetta frigo (era estate) con le cere del “Fauno vincitore” e il “Percorso di una maschera”, che divennero bronzi in un successivo viaggio a Roma, e dei quali esiste un unico esemplare.

Alcuni anni dopo, in una fonderia di Fino Mornasco nasce  il “Cavallo di Troia “ in bronzo e argento A questa scultura ( insieme a un gran numero di disegni e acquaforti ) l’amico e collezionista, architetto Gerosa dedicherà un’ intera mostra nel 2003 a Pusiano nell’ antico Palazzo Boharnais.

Intanto il mondo artistico con i suoi compromessi finì di stancare il temperamento libero di Cremonini..

Gradatamente si staccò da questo ambiente e si trasferì in Brianza.

Così lasciò la città, divenuta ormai metropoli, per stabilirsi nella vicina Brianza, nella cittadina di Canzo. Qui riorganizza il suo studio, in una antica casa patrizia, dove si dedica anche al restauro di cose antiche delle quali ama circondarsi, installa il fido torchio, riordina la sua colta libreria.

In questi anni esigenze e occasioni culturali lo portano alla riscoperta della Sicilia, paese misterioso e multiforme che lo seduce con le sue ambiguità e la sua enorme ricchezza culturale. Egli vi si reca sovente con il suo cane, l’ amato Tufi, talentuoso cercatore di tartufi. E’ tra le storiche pietre dell’ anfiteatro di Segesta che si ricorda l’ epica battaglia con un grosso  randagio, Tufi ne esce vincitore, ma ferito. Durante la sua convalescenza Cremonini dipinge un grande murale per il Villaggio di Kartibubbo,a Capo Granitola,il cui proprietario, sensibile mecenate, è promotore di una interessante iniziativa culturale tra artisti di tutta Italia

Anche per il suo paese , nella verde Brianza esegue degli affreschi che restano a testimonianza della sua disponibilità e della sua capacità di essere popolare rinunciando ad inutili intellettualismi quando si tratta di illustrare il “Miracolo del Carradore Addormentato”in una cappelletta sul lago del Segrino,  o “Il miracolo della pioggia di S. Miro” in Canzo, Via Mornerino.

Partecipa alle numerose Fiere del paese , compresa una bellissima Fiera a Firenze, dove si rappresentano i vecchi mestieri. Insieme agli amici artigiani brianzoli porta in piazza il torchio a mano e dà dimostrazione

Per merito di una valente e intelligente studentessa, che, appassionata della sua arte, fa la tesi di laurea su “Cremonini incisore”, è costretto a mettere un po’ di ordine nella storia del suo lavoro, e questo ha giovato molto al tentativo di ricostruirne il ricordo come uomo e come artista.

La sua è una storia mai finita, che non smette di stupirci con continue scoperte tra le sue carte di disegni straordinari, scritti meditati, pensieri sereni e profondi.

Terminiamo con una frase che scrisse di lui tanti anni fa l’ amico e critico Vigorelli: questo mite, generoso, singolare  artista ha scoperto sopratutto un segreto: quello di farsi amare.